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IL CANALE DI SUEZ TORNA PROTAGONISTA DELLA NAVIGAZIONE: PIÙ SICUREZZA, PIÙ TRANSITI.

Il Canale di Suez torna protagonista della navigazione: più sicurezza, più transiti.

Una buona notizia che però nasconde un’insidia: la riduzione del transit time e dell’offerta di stiva potrebbero ritorcersi conto i noli marittimi.

Da alcune settimane, l’Autorità del Canale di Suez sta registrando un costante aumento significativo nei transiti. Dall’inizio della “crisi” della fine del 2023, durante il mese di ottobre di quest’anno si è avuta la crescita mensile più significativa delle navi tornate a percorrere il Canale.

È stato l’Ammiraglio Ossama Rabiee (presidente dell’Autorità del Canale di Suez), in occasione di una riunione con i rappresentanti delle 20 principali compagnie di navigazione e agenzie marittime, a dare particolare enfasi a questo incremento. Inoltre, questi ha invitato i vari attori del transito a effettuare passaggi “di prova” così da poter testare la sicurezza in quel tratto di mare che fino a poco tempo fa rappresentava una zona rossa a causa del conflitto tra Hamas e Israele.

UN PO’ DI NUMERI.

Entrando più nello specifico, il tonnellaggio in transito nel Canale di Suez ha registrato un incremento del 10% rispetto lo stesso periodo dell’anno precedente. Il numero delle navi, invece, è aumentato solo del 2%: incrociando i due dati, è facile evincere che sono le navi più grandi a prediligere il passaggio via Suez.

Negli ultimi quattro mesi sono transitate quasi 4.500 navi, di cui 229 solo nel mese di ottobre.

IL “TEST” DEI VETTORI.

Dopo aver fatto transitare le sue imbarcazioni più piccole attraverso il Canale di Suez durante gli ultimi due anni, la shipping line francese Cma Cgm ha recentemente fatto utilizzare questa via anche la sua “Benjamin Franklin”, una portacontainer Ultra large da quasi 18.000 TEU. Mancano all’appello solo le ammiraglie della flotta da 23.000 TEU che – attualmente – preferiscono ancora circumnavigare l’Africa anziché rischiare per la scorciatoia Suez.

Analogamente, Hapag-Lloyd ha dichiarato di star monitorando gli sviluppi prima di prendere una decisione. Msc, invece, afferma di far transitare le proprie navi nel prossimo periodo seppur non specificando bene il “quando”. Evergreen attende che la situazione si stabilizzi in modo completo e definitivo. Infine, Cosco prevede un gran ritorno all’utilizzo del Canale una volta raggiunta la stabilità.

La compagnia Inchcape ha poi sottolineato come il costo della polizza “war risk” sia penalizzante all’utilizzo del canale di Suez, poiché molto esosa e quindi un ostacolo significativo per numerose compagnie di navigazione.

IL RISCHIO DEL CROLLO DEI NOLI MARITTIMI.

Un ultimo aspetto da prendere in esame – seppur non messo in evidenza durante la riunione – è il rischio di un crollo dei noli marittimi per le spedizioni via mare dei container che, riducendo l’indice tonnelate-miglia, significherebbe una maggiore offerta di stiva, con un conseguente ribasso dei prezzi per i trasporti su acqua.

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