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IL TEMPO È DENARO E I CAMION IN ATTESA COSTANO CENTINAIA DI MILIONI DI EURO L’ANNO.

Allarme di Trasportounito: il tempo di attesa dei camion è un problema di filiera che però grava interamente sulla categoria degli autotrasporti.

Con le nuove regole introdotte recentemente dalla Legge 105/2025, gli indennizzi nei confronti dei vettori ammontano a 100 euro l’ora o frazione di ora, dopo il superamento dei 90 minuti di “franchigia”. Questo si traduce in una diseconomia di circa 500 mila euro al giorno, dato che il 70% dei viaggi (circa 2.500 al giorno) ha un ritardo medio di due ore (una in entrata e un’altra in uscita) al di fuori della tolleranza fissata – come già detto – a un’ora e mezza.

Con un rapido calcolo si può evincere facilmente che questo comporta un esborso di 130 milioni di euro l’anno, che attualmente gravano interamente sulle spalle delle società di autotrasporto, sebbene le responsabilità siano attribuibili a tutta la filiera.

IL CONVEGNO DELL’ASSOCIAZIONE TRASPORTOUNITO.

Questa gravosa sitazione è stata ben esposta dal coordinatore di Trasportounito Giuseppe Tagnocchetti che, aiutato da simulazioni e video fatti ad hoc sulle problematiche a cui la categoria dei trasportatori deve far fronte quotidianamente. Dalla sua relazione si evince, grazie a diverse documentazioni, il coinvolgimento attivo di tutto il sistema di logistica e non solo quello dei trasporti che ne sono principalmente penalizzati.

Il dibattito ha poi preso toni vivaci quando è intervenuto il presidente di Fedespedi Alessandro Pitto che ha posto l’accento sulla mancata sottoscrizione formale dell’accordo sui container e sulla cattiva scrittura della normativa vigente.

ATTESA LUNGA ANCHE PER LA RISOLUZIONE DEL PROBLEMA.

Come si può dedurre da quanto scritto finora, la soluzione è ancora lontana. Una “ventata” di speranza è stata però data dall’intervento dal Viceministro dei Trsporti Edoardo Rixi che ha lanciato l’idea di un “grande patto per la logistica”, sottolineando l’importanza degli autotrasporti non solo per la logistica, bensì per l’intera economia italiana.

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