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SARA ARNELLA BOCCIA LA COMMISSIONE EU DOPO L’ACCORDO SUI DAZI.

La Legale esperta in diritto doganale si esprime sulla politica di importazione degli Stati Uniti.

Sara Armella, avvocato, docente e rappresentante italiano presso la Commissione Customs and trade facilitation della Camera di Commercio Internazionale di Parigi, si è espressa sull’accordo tra U.S.A. e Unione Europea sui dazi, che definisce “più conveniente per gli Stati Uniti, specie nei confronti dell’Italia…” poiché aliquote precedentemente fissate tra lo 0 e il 5%, dal 1° agosto sono “schizzate2 al 15%.

L’ANALISI DELL’ESPERTA.

Prima di questa “guerra commerciale” la percentuale media di tassazione era infatti di 1,67%, mentre ora passa direttamente a ben 13,33 punti percentuale in più!

La Dottoressa continua nella sua analisi affermando: “Considerato che Stati Uniti ed Europa condividono la più grande relazione economica del mondo e che l’Unione Europea rappresenta il più grande blocco commerciale mondiale, ci si attendeva un’intesa più reciprocamente vantaggiosa, analoga a quella del Regno Unito, con dazi al 10%, mentre il risultato raggiunto ci affianca al Giappone, pur essendo l’Europa un alleato storico degli Stati Uniti, che aveva già fatto concessioni importanti, come l’impegno a incrementare le spese militari al 5% del Pil e l’esenzione delle multinazionali americane dalla Global minimum tax. Ma tutto questo non è servito, forse anche per la strategia europea di non adottare immediate contromisure e lasciare, invece, spazio alla diplomazia”.

Ma Armella non si limita a fare una mera analisi di ciò che sta accedendo, bensì cerca di allargare le vedute anche verso il futuro e le ripercussioni concrete che questa manovra avrà sulla vita economica del Paese: “L’accordo raggiunto avrà effetti importanti per le esportazioni italiane, considerato che gli Usa sono il primo mercato di destinazione del nostro export e che, secondo il Centro studi Confindustria, le nostre vendite negli Usa si ridurranno di 22,6 miliardi, perdendo oltre un terzo del valore delle esportazioni nel mercato statunitense, con un impatto stimato di cerca mezzo punto di Prodotto interno lordo”.

LE “ACCUSE” ALLA UE.

Continua, poi, puntando il dito verso la Commissione Europea, rea di aver sbandierato la consolante fine del periodo di incertezza quasi come un obiettivo raggiunto: “Se l’obiettivo dell’accordo era di evitare incertezza per le imprese, va rilevato che non è definitivo, avendo natura di un’intesa sui principi generali per i futuri rapporti commerciali, che difficilmente saranno formalizzati in un trattato. Tra gli aspetti più controversi, vi è il perimetro delle esenzioni, le tariffe “zero per zero”, annunciate su aeromobili e componenti, “certi prodotti chimici”, alcuni semiconduttori, “certi prodotti agricoli” e alcune risorse e materie prime critiche, lasciando molta indeterminatezza sull’estensione di questi settori a dazio zero, anche per i prodotti europei. Tra le questioni irrisolte dell’azzeramento dei dazi nell’Ue c’è quella dei liquori e dei vini, ha confermato Von der Leyen alla stampa. Inoltre, Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato che l’Ue azzererà i dazi sulle importazioni di prodotti statunitensi, lasciando intendere che questo esonero riguarderebbe tutti i settori”.

 

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