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TRUMP E I DAZI UE: COSA RISCHIA L’ITALIA?

Con l’annuncio di Trump su eventuali nuovi dazi anche per l’Unione Europea nell’ambito dell’export verso gli U.S.A., anche l’Italia potrebbe vedere un’impennata dei costi fino a 10 miliardi l’anno.

Dopo la decisione di imporre nuove tariffe sui prodotti provenienti da Canada, Messico e Cina, il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump ha annunciato che anche l’Europa potrebbe rientrare in questa restrizione. Di conseguenza, l’esportazione di prodotti italiani verso gli U.S.A. potrebbe subire una penalizzazione quantificata intorno ai 10 miliardi di dollari l’anno.

IL CONDIZIONALE È D’OBBLIGO.

A dirla tutta, al momento non è ancora chiara la posizione delle importazioni italiane nel territorio americano: alla cerimonia di insediamento alla Casa Bianca, infatti, il presidente Trump ha apertamente dichiarato di essere in sintonia con la Premier italiana Giorgia Meloni e – anche se in modo tacito e velato – quindi non orientato a una stretta anche nei confronti del Bel Paese.

Se invece i dazi dovessero entrare in vigore anche per il nostro Paese, si potrebbero registrare costi dai 4 ai 7 miliardi di dollari l’anno secondo le prime stime elaborate da Prometeia. I costi salirebbero a 10 miliardi di dollari l’anno secondo altre stime.

I SETTORI DEL MADE IN ITALY PIÙ A RISCHIO.

In base alle rilevazioni di Confartigianato, un eventuale aumento del 10% dei dazi nei confronti delle importazioni italiane comporterebbe un calo di poco più del 4% dell’export del Made in Italy. Questo dato si quadruplicherebbe nel caso l’aliquota dei dazi fosse fissata al 20%.

I settori più colpiti – sempre in base agli studi effettuati da Confartigianato – riguarderebbero la meccanica, la farmaceutica, la moda e l’agroalimentare (questi ultimi due già sottoposti a tariffazione speciale). Un vero danno all’economia nostrana poiché gli U.S.A. rappresentano il primo mercato estero dei prodotti italiani attualmente non esposti a dazi.

LA POSIZIONE DELL’EUROPA.

D’altro canto, Klaas Knot (governatore della Banca Centrale olandese, nonché membro del Consiglio direttivo della BCE) ha dichiarato che “l’Europa non starà a guardare” forte dei suoi 400 milioni di consumatori che rende l’Unione Europea una vera potenza commerciale.

Il banchiere aggiunge che questo “gioco” voluto dal presidente Trump ci sono solo perdenti, in quanto – a prescindere dalle contromisure che adotteranno i vari Paesi esposti a dazi – a pagarne le spese saranno i soli consumatori finali.

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