MAR MEDITERRANEO: UN MARE DI OPPORTUNITÀ.
Da un recente articolo di Gian Enzo Duci editato in occasione dei “Rome Media Dialogue” aperti dal Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, si evidenzia come il bacino Mediterraneo sia diventato un cluster marittimo di fondamentale importanza per il commercio mondiale.
Nell’articolo si mette in evidenza come il Mar Mediterraneo fosse diventato una mera via di collegamento commerciale tra gli Oceani Indiano e Atlantico, così come si può evincere consultando le cartografie ufficiali cinesi della Belt & Road Iniziative in cui, nel periodo della “Nuova Via della Seta”, la linea partente dalla Cina si fermava a Venezia, mentre nell’ultima versione la linea entrava a Suez per poi proseguire fino a Gibilterra verso l’Atlantico senza soluzione di continuità. Questo soprattutto a causa di una situazione portuale poco organizzata e quindi poco efficiente specie se rapportata al contesto relativo al Nord Europa.
MEDITERRANEO ALLA RISCOSSA.
In uno scenario simile, il 30/40% dei traffici passanti per il Mediterraneo (il 12% del volume mondiale, in uno specchio d’acqua che rappresenta l’1,5% delle aree navigabili) non toccava alcun porto di questo bacino. Tanto da pensare che la crisi del Mar Rosso avrebbe messo in ginocchio la blue economy di questa zona.
Così, invece, non è stato… soprattutto grazie alle tre “piccole-grandi” potenze navali rappresentate da Grecia, Malta e Cipro e dalla capacità degli addetti autoctoni a “leggere” i mercati. Basti pensare che la Grecia rappresenta, oggi, il primo paese al mondo per proprietà delle navi sia in termini di portata che di valore (davanti a colossi come Cina, Giappone e Stati Uniti). Mentre Malta e Cipro sono attualmente capaci di competere per efficienza e servizio con le principali bandiere di convenienza mondiali.
C’è poi il discorso “extra-container” che vede la zona mediterranea come una tra le realtà più importanti per quanto riguarda le crociere e il trasporto di persone.
IL RUOLO DELL’ITALIA.
In quest’ambito, è l’Italia a rappresentare il primo costruttore di navi (34,3% del mercato globale) e nella produzione ed esportazione di yacht di medie/grandi dimensioni (23,2%). Non solo: tre dei quattro operatori Ro-Ro più grandi al mondo sono italiani, con la napoletana Grimaldi a fare la parte del leone. Tutto questo ha permesso al traffico merci via traghetto di crescere come nessun altro settore nel nostro Paese.
Un ultima menzione va fatta poi per il commercio col Sud del mondo: se, infatti, i paesi che si affacciano sul Mediterraneo “soffrono” lo strapotere dei porti nordici per quanto riguarda le movimentazioni per l’Europa e le Americhe, lo stesso non si può dire per i rapporti con l’Africa e il Sud del Mondo sempre più in crescita in termini di commercio.