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SCIOPERO PORTI U.S.A.: LA SITUAZIONE ATTUALE.

SCIOPERO PORTI U.S.A.: LA SITUAZIONE ATTUALE.

È ormai passato più di un mese dallo sciopero indetto dalle Associazioni ILA (International Longshoremen’s Association) e USMX (United States Marittime Alliance) durato dal primo al tre di ottobre 2024 che ha coinvolto porti di grande importanza logistica tra il Maine e il Texas. 

Anche se di breve durata, questa protesta che ha visto protagonisti una trentina di hub della “East Coast” ha determinato diversi disagi che solo in questo periodo sembrano rientrare nei normali canoni. 

In particolare, sono state diverse le attese di sbarco presso i porti dell’America occidentale con gravi ripercussioni sui traffici marini nonché un significativo incremento dei trasporti per mezzo aereo.

 

L’ACCORDO RISOLUTIVO.

A quanto pare, le agitazioni sono arrivate al termine grazie a un accordo provvisorio che prevede un aumento salariale di oltre il 60% distribuito in sei anni, oltre all’estensione del contratto collettivo fino al 15 gennaio dell’anno prossimo.

Inoltre, sono sul banco della discussione – onde evitare nuovi disordini – ci sono le questioni legate all’automazione portuale nonché i benefit sanitari per gli addetti ai lavori.

 

L’IMPATTO SUL TRAFFICO AEREO E SUL MERCATO EUROPEO/ASIATICO. 

Ovviamente, lo STOP delle navi sull’East Coast ha giovato al business del trasporto merci via aerea, che ha visto aumentare le tariffe di circa il 30% (rispetto al mese precedente) su alcune rotte, ma anche questo parametro sembra stia rientrando negli standard dopo la tregua delle due Associazioni coinvolte.

Lo sciopero non ha avuto, invece, particolare impatto – se non in termini di “congestioni” – sulla tratta che interessa il Nord America da e verso il continente Europeo e quello Asiatico in cui si sono registrati ulteriori ribassi delle tariffe sulla scia delle deviazioni verso il Capo di Buona Speranza avute durante il luglio 2024.

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