DA MAR ROSSO A ZONA ROSSA: ANCHE MSC PREFERISCE CIRCUMNAVIGARE L’AFRICA.
Dopo Maersk Line, Cma Cgm e Hapag Lloyd, anche la compagnia MSC preferisce evitare Mar Rosso e Canale di Suez per motivi di sicurezza.
In seguito all’attacco con missili lanciati da terra dai miliziani Houthi alle navi MSC Alanya e MSC Palatium III, anche la Mediterranean Shipping Company si aggiunge alle compagnie di navigazione che hanno deciso di circumnavigare l’Africa per le tratte dall’Asia verso il Mediterraneo e viceversa.
LA SICUREZZA PRIMA DI TUTTO.
Nonostante i danni arrecati ai natanti fossero stati irrisori e non ci siano stati feriti tra i due equipaggi, la MSC ha preso questa decisione per tutelare la sicurezza dei suoi marinai in primis, oltre a quella delle imbarcazioni e dei relativi carichi.
In una nota emanata dalla compagnia ginevrina, si legge testualmente: “A causa di questo incidente (della Palatium III, ndr) e per proteggere la vita e la sicurezza dei nostri marittimi, fino a quando il passaggio nel Mar Rosso non sarà sicuro, le navi Msc non transiteranno nel Canale di Suez in direzione est e ovest. […] Alcuni servizi saranno dirottati verso il Capo di Buona Speranza (ossia: circumnavigando l’Africa, ndr).”.
I DISAGI PREVISTI.
Non è difficile dedurre che tutto questo porterà a tempi molto più lunghi per l’approvvigionamento di svariate merci provenienti – nonché dirette – dal fronte orientale, creando disagi sulla filiera del commercio, oltre a un pesante impatto sull’economia mondiale.
Il Canale di Suez rappresenta, infatti, il più importante collegamento tra Est e Mediterraneo che vede passare il 12% del traffico merci globale e circa il 30% dei container di tutto il mondo, pari al 5% del commercio del pianeta intero. Non utilizzare questa importante “scorciatoia” e preferire costeggiare il continente africano avrà forti ripercussioni su diversi fattori legati al trasporto marittimo dei beni: in primo luogo, i tempi si allungheranno – in media – di 7/10 giorni, andando a inficiare sia sull’approvvigionamento delle merci che sull’economia in generale.
Tutto questo va a sommarsi con l’impraticabilità di un altro importantissimo canale, ossia quello di Panama, che risulta poco percorribile attualmente a causa della siccità.
Una situazione, questa, che riporta alla mente lo stop dei transiti tra Mar Rosso e Mediterraneo dovuti all’incagliamento della mega portacontainer “Ever Given” avvenuto nel 2021: al contrario di quell’evento che si risolse in una sola settimana, si dovrà ora aspettare la fine dei conflitti che coinvolgono la Striscia di Gaza e che vedono contrapposti Israeliani e Palestinesi.