Menu Chiudi

L’inflazione frena la corsa ai container.

L’economia globale sta tirando il freno e anche nel settore dei traffici marittimi internazionali si registra un calo ponderale della domanda.

Di recente il colosso danese dello shipping “Maersk” ha fatto sapere che ‘sta rallentando‘ la velocità delle sue navi per far fronte alla minore richiesta di container al fine di ottimizzare i costi del carburante, che invece proprio nell’ultimo periodo hanno subito una forte impennata.

Stando ai recenti dati forniti dal Wall Street Journal da inizio ottobre sono stati cancellati ben 61 viaggidall’Asia verso gli Stati Uniti, ben 4 volte in più rispetto ai ‘dati normali‘, segno che effettivamente le grandi navi porta container si stanno svuotando.

Ma perché accade tutto ciò?

Durante la pandemia la psicosi del lockdown aveva spinto le persone a mettere da parte i servizi per concentrarsi sui prodotti di consumo al punto che le scorte nei magazzini erano completamente esaurite, oggi invece i magazzini delle grandi catene sono pieni di merce invenduta.

Naturalmente per far fronte a una domanda sempre maggiore di beni anche il traffico mondiale si era intensificato al punto tale che gli spazi sulle navi portacontainer si erano ridotti e i costi di spedizione impennati, infatti il Word Container Index nel settembre 2021 aveva registrato una tariffa media per un 40 piedi di 10377 dollari.

Oggi, a causa di un maggiore costo della vita e di prestiti sempre più onerosi, soprattutto nei paesi più sviluppati, la domanda di beni ha subito una forte recessione e di riflesso anche il traffico internazionale.

Dopo 31 settimane di cali repentini e consecutivi registriamo un calo di circa il 60 percento per il prezzo medio di un 40 piedi che su attesta intorno ai 4000 dollari.

I fattori in gioco sono molteplici, ma un ruolo cruciale è ricoperto dall’inflazione che sta modificando i comportamenti di acquisto orientando i consumi su certi beni piuttosto che su altri.

Nella speranza che l’economia globale registri quanto prima uno sviluppo positivo, il calo dei prezzi dei noli potrebbe rappresentare un beneficio per gli importatori.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

it_ITItalian