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PANAMA E SUEZ METTONO I TRASPORTI ALLE STRETTE.

PANAMA E SUEZ METTONO I TRASPORTI ALLE STRETTE.

Continuano i disagi relativi ai trasporti, sia civili che mercantili, dovuti alle difficoltà di attraversamento dei Canali di Suez e Panama.

Dai dati raccolti nei primi mesi di quest’anno, si è registrato un calo del 32% delle navi civili attraversanti il Canale di Panama. La percentuale sale al 50% se invece è rapportata al passaggio che collega il Mar Rosso al Mar Mediterraneo.

Per quanto riguarda il traffico merci, invece, l’FMI dichiara che le difficoltà legate al transito delle due principali rotte marittime per l’import-export sta influendo pesantemente sul funzionamento delle catene di approvvigionamento internazionali.

La deviazione per il Capo di Buona Speranza è infatti aumentato del 74%, poiché molti armatori preferiscono circumnavigare il continente Africano anziché “rischiare” di prendere la scorciatoia attraverso il Canale di Suez. In parallelo, nei mesi di gennaio e febbraio 2024 si registra anche una riduzione degli scali nei porti dell’Africa sub-sahariana (-6,7%) e delle soste presso i porti europei e asiatici (-5,3%).

UN MARE DI DANNI ANCHE AI PRODOTTI AGRICOLI.

Da un’analisi della Coldiretti, risulta che dal solo Canale di Suez passano merci per un valore di circa 6 miliardi di euro. Inoltre, da questa tratta passa il 33% dell’export mondiale di tabacchi e il 40% dei foraggi destinati agli allevamenti.

Il mancato passaggio attraverso questo canale strategico comporta anche il rischio di perdere importanti fette di mercato legate alla freschezza dei prodotti. Nel comunicato emanato dalla Coldiretti, si legge inoltre: “… L’interruzione del passaggio delle navi per il Canale di Suez ha provocato un’escalation dei costi del trasporto marittimo, in particolare nei traffici tra Asia e Mediterraneo. Secondo il Centro Studi Divulga, da dicembre 2023 a gennaio 2024 le quote del trasporto dal Mediterraneo alla La Cina sono cresciute del 659%“.

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